sabato 17 ottobre 2009

 



Entrerò in te e lapiderò il tuo ventre e i tuoi pensieri
che umidi di desiderio mi cercano e mi scacciano,
come lussuria che fa male e santità che può guarire.
Piegata sotto la mia mano
ti sazierai ancora del mio desiderio
che caldo e generoso ti riempirà.
E mentre l’attesa,
logorante e bagnata,
ti uccide e ti anima,
aspetterai inquieta la mia bocca.
Stringimi nel tuo paradiso…
Succhierò il dolce rivolo
del tuo piacere perverso.




 


 



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