lunedì 4 gennaio 2010

 



Sete di te che mi incalza nelle notti affamate.
Tremante mano rossa che si alza fino alla tua vita.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Ebbra di sete, folle sete, sete di selva in siccità.
Sete di metallo infuocato, sete di radici avide.
Tu sei la sete e ciò che deve placarla.
Sete di te, sete di te, ghirlanda atroce e dolce.
Sete di te, che nella notte mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, per questo ci sono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, per questo ci sono i tuoi baci.
L’anima è accesa di queste braci che ti amano.
Il corpo incendio vivo che deve bruciare il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si annienta come l’acqua nel fuoco.



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